Le Sezioni Unite di Cassazione, con la sentenza n. 2755 del 30 gennaio 2019, ha affermato che l'avvocato che rinuncia al mandato è tenuto ad informare la parte assistita circa le possibili comunicazioni o notificazioni inerenti il precedente incarico, finchè non sia avvenuta la sostituzione del difensore, "al fine di non pregiudicare la difesa dell'assistito".
"Al riguardo", continua la Corte, "non può che condividersi l'orientamento secondo cui pur se l'art. 47 (ora 32) del codice deontologico disciplina la sola fattispecie della rinuncia al mandato, tuttavia la fattispecie, seppur diversa, della revoca deve ritenersi fonte dei medesimi obblighi di comunicazione da parte del professionista".
Anche la revoca del mandato, infatti, costituisce, al pari della rinuncia, "una analoga soluzione di continuità nell'assistenza tecnica e, quindi, deve ritenersi sottoposta ad identiche ragioni di tutela in favore della parte assistita con conseguente sussistenza in capo al difensore, ancorchè revocato, dei medesimi obblighi informativi".