In tema di condominio le azioni reali da esperirsi contro i singoli condomini (o contro terzi) e dirette ad ottenere statuizioni relative alla titolarità, al contenuto o alla tutela dei diritti reali dei condomini su cose o parti dell'edificio comune che esulino dal novero degli atti meramente conservativi (al cui compimento l'amministratore è autonomamente legittimato ex art.1130 n.4) c.c.) possono essere esperite dall'amministratore solo previa autorizzazione dell'assemblea ex art.1131 comma 1, adottata con la maggioranza qualificata di cui all'art. 1136 c.c.
Questo il principio espresso dalla Corte di Cassazione, Sezione II Civile, con la sentenza n. 19489 del 23 luglio 2018.