Il Consiglio Nazionale Forense, con la sentenza n. 213 del 18 dicembre 2017 ha affermato che l'avvocato non ha diritto di ritenere gli atti e la documentazione ricevuta relativa alle pratiche affidategli per l'espletamento del mandato, e non può inoltre subordinarne la restituzione al pagamento delle spese e dell'onorario.
Tale comportamento, infatti, deve essere deontologicamente sanzionato, ai sensi degli artt. 2235 c.c., 42 c.d. (ora, 33 ncdf) e 66 del R.d.l. n. 1578/33.