All'ufficio spetta dimostrare l'applicabilità dello standard prescelto per l'accertamento, al contribuente la possibilità di provare le condizione che giustificano l'esclusione da tale modello.
Il calcolo del reddito basato sullo studio di settore, a seguito dell'instaurazione del contraddittorio con il contribuente, è idoneo a integrare presunzioni legali che sono, anche da sole, sufficienti ad assicurare valido fondamento all'accertamento tributario, ferma restando la possibilità, per l'accertato, di fornire la prova contraria sia in fase predibattimentale che in sede contenziosa. Questo il principio di diritto espresso dalla Corte di cassazione con l'ordinanza n. 23252 del 18 settembre 2019.