Il fatto che i beni non siano in diretto rapporto con i reati ipotizzati è fattore privo di qualsivoglia significato in relazione a un eventuale vizio del provvedimento cautelare
immagine del cortile di un condominio.

È legittimo il sequestro preventivo che abbia a oggetto la casa coniugale, anche in caso di assegnazione di quest'ultima al coniuge in sede di accordi in tema di separazione personale, poiché non viene meno il profilo della disponibilità del bene in capo al conferente.
A stabilirlo, con la sentenza n. 2862 del 22 gennaio 2019, la Corte di cassazione.