Il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 1 dicembre 2017, ha approvato in esame definitivo il regolamento che individua le modalità di attuazione dei principi del Codice di protezione dei dati personali relativamente al trattamento dei dati effettuato per finalità di polizia dal Centro elaborazioni dati (CED) e da organi, uffici o comandi di polizia.
In particolare:

viene stabilito il divieto della raccolta e del trattamento dei dati sulle persone per il solo fatto della loro origine razziale o etnica, la fede religiosa, l'opinione politica, l'orientamento sessuale, lo stato di salute, le convinzioni filosofiche o di altro genere, l'adesione a movimenti sindacali. Tali dati possono essere utilizzati solo nel caso in cui emergano esigenze legate ad attività informative, di sicurezza, o di indagine di polizia giudiziaria o di tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica, ad integrazione di altri dati personali;
vengono disciplinati i casi in cui è permessa la comunicazione dei dati tra Forze di polizia, a pubbliche amministrazioni o enti pubblici e a privati;
viene disciplinato l'utilizzo dei sistemi di videosorveglianza, di ripresa fotografica, video e audio, che è consentito per finalità di polizia, quando ciò sia necessario per documentare specifiche attività preventive e repressive di reati;
vengono specificati i termini massimi di conservazione dei dati, quantificandoli in relazione a distinte categorie e si dispone che tali termini siano aumentati di due terzi quando i dati personali sono trattati nell'ambito di attività preventiva o repressiva relativa ai reati di criminalità organizzata, con finalità di terrorismo e informatici;
viene previsto che la persona interessata possa chiedere la conferma dell'esistenza di dati personali che la riguardano, la loro comunicazione in forma intelligibile e, se i dati sono trattati in violazione di vigenti disposizioni di legge o di regolamento, il loro aggiornamento, la rettifica, la cancellazione, il blocco o la trasformazione in forma anonima.