Il sistema sanzionatorio penale tributario, anche se profondamente modificato, continua a condannare quelle condotte che si traducono nell'esposizione di dati non veritieri.
In tema di reati tributari, dopo le modifiche all'articolo 4 del Dlgs 74/2000 introdotte dal Dlgs 158/2015, il delitto di dichiarazione infedele è integrato, oltre che dall'annotazione di componenti positivi di reddito in misura inferiore a quella reale, anche dall'indebita riduzione dell'imponibile mediante l'indicazione di costi "inesistenti", e non più "fittizi".
In applicazione del suesposto principio di diritto, con la sentenza n. 55485 del 12 dicembre 2018, la sezione penale della Corte suprema ha confermato la condanna di due soci di una Snc che avevano indicato, nella dichiarazione presentata con riferimento al periodo d'imposta 2009, costi non documentati per oltre 800mila euro.