La Corte di Cassazione, Sezione Unite Penali, con la sentenza n. 6551/2021 si è espressa in tema di conformità delle condizioni di detenzione all'art. 3 CEDU, come interpretato dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo e, dunque, in merito alle corrette modalità di computo dello spazio minimo individuale disponibile per ogni detenuto.

"I fattori compensativi costituiti dalla breve durata della detenzione", hanno precisato le Sezioni Unite, "dalle dignitose condizioni carcerarie, dalla sufficiente libertà di movimento al di fuori della cella mediante lo svolgimento di adeguate attività, se ricorrono congiuntamente, possono permettere di superare la presunzione di violazione dell'art. 3 CEDU derivante dalla disponibilità nella cella collettiva di uno spazio minimo individuale inferiore a tre metri quadrati; nel caso di disponibilità di uno spazio individuale fra i tre e i quattro metri quadrati, i predetti fattori compensativi, unitamente ad altri di carattere negativo, concorrono alla valutazione unitaria delle condizioni di detenzione richiesta in relazione all'istanza presentata ai sensi dell'art. 35-ter ord. pen.".