La misura cautelare serve a impedire che nelle more dell'adozione del provvedimento definitivo di confisca vengano comunque dispersi i beni che si trovano nella disponibilità dell'indagato.
In tema di reati tributari, il saldo attivo del conto cointestato può essere sequestrato per intero anche se la maggior parte del denaro non proviene dall'indagato ma dall'altro titolare. Ciò in quanto dalla cointestazione di un conto corrente e dalla possibilità di operare sullo stesso senza limitazioni deriva per entrambi i cointestatari (dunque anche per l'indagato di un reato) la piena disponibilità del saldo attivo, e, con essa, la sottoponibilità a sequestro dell'intero compendio.
Sono le conclusioni della Corte di cassazione, contenute nella sentenza n. 29079 del 3 luglio.